Ambra

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Ambra

L’ambra non è una pietra dura, ma una resina fossile la cui età varia tra i cinque e gli oltre cinquanta milioni di anni. L’uso dell’ambra per la realizzazione di gioielli e oggetti ornamentali risale a migliaia di anni fa, e appartiene a varie etnie e culture. Ancora oggi, è particolarmente apprezzata in gioielleria così come nella creazione di oggetti decorativi, e viene utilizzata anche in elettrologia, grazie alle sue doti di eccellente isolante elettrico. Di solito è riconoscibile dal caratteristico colore arancione dorato, ma ne esistono alcune varietà nelle sfumature del blu e del verde scuro: le differenze sono dovute all’epoca a cui risale. Il nome ambra, il cui etimo arabo si riferisce ad una fragranza, probabilmente è stato originato da un errore, poiché con questo termine veniva indicata una sostanza aromatica estratta dalle balene, e utilizzata in profumeria: probabilmente la confusione è dovuta al fatto che entrambe le sostanze vengono depositate sulla spiaggia, e sotto i raggi del sole emettono un caratteristico aroma.

 

Il valore dell’ambra

Il pregio e il valore dell’ambra, a differenza di una pietra preziosa, non dipende dalla sua purezza, ma dalle inclusioni che essa presenta: all’interno di pezzi d’ambra molto antichi, con decine di milioni di anni di età, si possono vedere piccole foglie, fiori e persino insetti o altri minuscoli animali. Gli elementi di ambra più pregiati sono piuttosto grandi, limpidi e ben conservati, ed offrono la possibilità di osservare all’interno le caratteristiche forme di vita fossilizzate e ancora perfettamente conservate. L’ambra è considerata una gemma organica, in questo caso si tratta una gemma di origine vegetale: con questo termine si indicano tutte le gemme nate o derivate dall’azione o dall’evoluzione di un organismo vivente. Per consentire alla resina di trasformarsi in ambra sono necessari migliaia di anni: si tratta di tempi geologici di fossilizzazione lunghissimi, e di un processo che non è mai stato del tutto definito. Probabilmente, si verifica una sorta di polimerizzazione della struttura molecolare della resina, unita all’evaporazione dei grassi, che necessita di condizioni particolari di temperatura.

 

Curiosità e leggende

ambraL’ambra è sempre stata avvolta da un’atmosfera di mistero e di magia, in merito alla sua luce, al suo legame con i raggi del sole e alla capacità di caricarsi elettrostaticamente, una caratteristica di cui erano già a conoscenza gli antichi Greci e Persiani. La leggerezza dell’ambra le permette di galleggiare sull’acqua marina, e depositarsi sulle coste baltiche, arrivando talvolta fino alle isole Britanniche. L’ambra del Baltico, in particolare, veniva prodotta da una pianta conifera molto diffusa nell’Era Terziaria in tutto l’area che oggi costituisce l’Europa settentrionale. Nella mitologia greca, l’ambra ha una posizione di primaria importanza, legandosi alla tragedia di Fetonte, il figlio del dio del sole Elio, che a causa del suo fallimentare tentativo di guidare il carro del sole, venne annientato da Zeus con un fulmine: le lacrime della sorella, si trasformarono nelle piante destinate a piangere eternamente le lacrime di ambra.

 

Come avviene l’estrazione dell’ambra

Gran parte dell’ambra distribuita nel mondo si trova nel mar Baltico, dal quale proviene quasi tutta quella utilizzata oggi per la realizzazione di gioielli e manufatti artistici. I giacimenti di ambra dell’area baltica, situati nelle regioni settentrionale e orientale dell’Europa e in Russia, risalgono a circa 50 milioni di anni fa, e già in epoca medievale erano oggetto di traffici illegali e speculazioni. Oggi, la zona di Kaliningrad è il simbolo della produzione di ambra mondiale, altri giacimenti importanti, sia pure in misura inferiore, si trovano in Sudamerica.

 

Le principali caratteristiche

Quando è di buona qualità, l’ambra è leggera, limpida, sembra emanare calore e offre un magnifico colore dorato. La sfumatura dipende dal tipo di albero dal quale deriva, così come il grado di trasparenza: può essere da totalmente trasparente a traslucida, mentre la gamma cromatica spazia dal giallo / arancio, al rosso, all’oro, al marrone, fino al verde e al blu. Finora sono state documentati 256 toni di colore, dal giallo limone ai colori tanto scuri da sembrare neri. Un altro pregio dell’ambra è costituito dalle naturali imperfezioni che può presentare, piccole bolle d’aria e cristallizzazioni scintillanti, oltre che dall’inclusione di piume, insetti, semi e foglie. Come gli appassionati e gli studiosi sanno bene, un pezzo d’ambra integro e trasparente, che racchiuda al proprio interno insetti risalenti a 50 milioni di anni fa, non è solo un oggetto pregiato e interessante, ma un vero elemento di studio e di ricerca.

 

La genesi dell’ambra

Le prime piante produttrici di resina sono comparse sulla terra probabilmente 250 milioni di anni fa. Una volta depositatasi sul terreno, per la resina è iniziato il processo di polimerizzazione, ovvero nell’unione di gruppi di molecole in un’unica molecola di dimensioni maggiori: un fenomeno che conferisce alla resina caratteristiche di consistenza e di composizione molto diverse da quelle originali. La fossilizzazione della resina, per completarsi, necessita di un periodo di tempo di almeno cinque milioni di anni: periodi inferiori trasformano la sostanza in un semifossile, che non ha ancora completato il processo di polimerizzazione.