Ametista

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Ametista

L’ametista è una pietra appartenente al gruppo dei quarzi macrocristallini, ovvero costituiti da formazioni di cristalli di grandi dimensioni, come l’occhio di tigre e il quarzo rosa. Si distingue per il magnifico colore, che può variare dal lilla pallido fino al porpora e al viola ed è dovuto alla presenza di ferro. La sua bellezza, la luce e la colorazione ha creato intorno a questa pietra leggende, tradizioni e storie fantastiche: si tratta infatti di una delle gemme più apprezzate e ricercate già da millenni.

 

Aree di provenienza dell’ametista

Relativamente presente in tutti i continenti, l’ametista possiede colorazioni differenti in base al territorio di origine. La zona più celebre per l’estrazione di questa pietra è il Brasile: già nei primi anni del Settecento le ametiste di origine brasiliana erano diffuse anche in Europa. Altre aree estrattive importanti si trovano in Uruguay, dal quale provengono pietre dal magnifico color viola intenso, e in Africa. Le varietà, e le colorazioni, dell’ametista si riferiscono al territorio di origine: infatti, quando si acquista un’ametista, è importante che vengano indicati sia il colore che la provenienza. Le ametiste estratte dalla miniera di Breijnho sono particolarmente pregiate per i bagliori rosso porpora e violacei, mentre le pietre provenienti dallo Zambia hanno una colorazione chiara con sfumature rosse e blu. L’ametista uruguayana, piuttosto rara, possiede uno splendido colore viola intenso acceso da improvvisi lampi rossi, di grande pregio sono anche le due varietà di ametista verde, provenienti entrambe dal Brasile, e in particolare l’ametista verde del Rio Grande, dalla colorazione particolarmente intensa e satura. Non tutte le ametiste si presentano infatti con il classico colore oro: è possibile trovare pietre dalle lievi sfumature argentate, e varietà bicolori, dovute alla fusione, durante il processo di formazione, di cristalli dalla cromia differente: di solito si tratta di cristalli di ametista uniti a formazioni di quarzo bianco o quarzo citrino. Dal Brasile proviene anche l’ametista color lavanda, dalla bellissima colorazione delicata che ricorda questo fiore.

 

Caratteristiche e pregi dell’ametista

La valutazione di un’ametista viene effettuata in relazione al colore: le pietre dalla colorazione più satura, uniforme e intensa possiedono un valore molto più elevato. Le ametiste di maggior pregio, e valore, hanno un colore piuttosto scuro, e mostrano una tonalità perfettamente viola, senza sfumature rosse o blu, mentre eventuali lampi di luce rossa o azzurrata aggiungono pregio alla pietra. E’ abbastanza raro che nelle ametiste siano presenti inclusioni, e in genere non sono visibili a occhio nudo. I gioiellieri e gli esperti del taglio delle pietre preziose amano conferire a questa gemma forme e tagli particolari, poiché il colore e la purezza della pietra consentono di ottenere sempre eccellenti risultati. L’ametista si distingue anche per la sua tendenza a cristallizzarsi in forme magnifiche e suggestive, e il suo valore non dipende dal taglio o dalla lavorazione, ma dalle dimensioni e dal colore.

 

Curiosità e tradizioni

ametistaIl nome ametista deriva dal greco amethystos, il cui significato è “colui che non si ubriaca”, poiché  anticamente a questa pietra veniva attribuito il potere di rendere immuni dagli effetti del vino e dell’alcol, e di restare sobri anche ingerendone grandi quantità. Ancora oggi, nell’ambito della cristalloterapia, l’ametista viene considerata benefica nei confronti del sistema endocrino e immunitario, per contrastare mal di testa e infezioni degli occhi e favorire la purificazione del sangue. Inoltre, nel contesto psichico, potenzia la concentrazione e i processi di analisi mentale, aiuta a superare i momenti di tristezza e favorisce il riposo. E’ considerata la pietra della meditazione e della trasformazione spirituale, per accompagnare lungo il cammino verso la saggezza. E’ la pietra di chi è nato nel mese di febbraio.

 

La leggenda dell’ametista

Le origini dell’ametista sono legate ad un’antica leggenda della mitologia greca. Dionisio, il dio del vino, piuttosto avvezzo alle libagioni, infastidiva spesso la ninfa Ametista che, in preda alla disperazione, si era rivolta alla dea Artemide. Per sottrarre la fanciulla alle sgradite attenzioni del dio, Artemide decise di trasformarla in una splendida pietra cristallina. Adirato e dispiaciuto, Dionisio gettò la sua coppa di vino sulla pietra, donandole il caratteristico colore rosso / violaceo, e la capacità di proteggere dall’oblio causato dalle bevande alcoliche.

 

Utilizzo e lavorazione dei cristalli di ametista

L’ametista è utilizzata principalmente per la realizzazione di gioielli e collane, ma anche per la creazione di oggetti, specialmente vasi e calici. Esistono anche esemplari dalle dimensioni molto grandi, le varietà più pregiate sono impiegate in gioielleria, le più economiche per decorare bigiotteria e accessori. Talvolta la pietra viene sottoposta a temperature elevate per ottenere una maggiore saturazione, o perché si trasformi in quarzo citrino. Anche l’ametista verde, trattata termicamente, assume una sfumatura uniforme di verde chiaro. Attualmente sono diffusi sul mercato anche grandi quantitativi di ametista sintetica, creati in laboratorio, talvolta difficili da riconoscere: prima di acquistare un’ametista è opportuno chiedere precise informazioni riguardo la colorazione e la provenienza e, se si tratta di un pezzo molto costoso, rivolgersi ad un gemmologo esperto per confermarne l’autenticità.