Giada

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Giada

La giada è una pietra dalle origini antichissime, apprezzata e nota non solo per la bellezza e il valore, ma anche per le benefiche qualità di portatrice di fortuna e di energia positiva che le sono state attribuite nel corso della storia in diversi contesti culturali. Amata in particolare dalla civiltà Maya e dalla Cina imperiale, ancora oggi viene considerata di buon augurio, e in alcuni paesi è consuetudine indossare un amuleto di giada per tutta la vita. Il valore può essere anche molto elevato, e varia in relazione al colore, alla purezza del minerale e all’eventuale lavorazione, inoltre i pezzi, specialmente se sottoposti a lavorazioni particolari, possono detenere anche un valore culturale legato alla provenienza.

 

Le caratteristiche della giada

Innanzitutto è necessario considerare che quella comunemente chiamata “giada” in realtà è costituita da due minerali ben distinti. Il primo è giadeite, molto dura e piuttosto rara, il cui colore varia dal bianco, al verde scuro, al viola: la varietà dalla sfumatura verde smeraldo intensa è detta giada imperiale. L’altra è la nefrite, di colore variabile dal verde scuro al bianco, la cui densità e rifrazione sono inferiori alla giadeite. Entrambi i minerali vengono definiti comunemente con il nome di giada. Esiste anche una varietà di minerale chiamato maw sit sit, scoperto nei giacimenti della giada imperiale della Birmania, che in realtà è costituita da un misto di elementi diversi: giadeite, cromite e altre sostanze minerale, ed è caratterizzata da particolari venature bianche.

 

La giada nella storia dell’uomo

giadaLa giada appartiene alla cultura dell’uomo da milioni di anni, già in epoca neolitica, veniva utilizzata per realizzare armi da taglio e oggetti decorativi, la civiltà cinese conosceva la giada nel 2000 a.C., nella cultura Maya la pietra veniva associata al concetto di immortalità ed eternità, e impiegata per la creazione di gioielli, monili e piccole sculture da offrire in omaggio agli dei. Notizie relative all’uso della giada provengono dalle testimonianze dei viaggi di Marco Polo, e in tutta l’Asia ancora oggi è considerata un simbolo di salute e di buona fortuna, e viene offerta in dono nelle occasioni più gioiose, dai matrimoni, alle nascite, ai traguardi di studio o di lavoro.

 

Luogo di provenienza della giada

La giadeite è piuttosto rara, e il giacimento di maggiore importanza si trova in Birmania. Altri luoghi di estrazione si trovano in Guatemala, dove è reperibile una bellissima varietà di giada verde / blu, in Giappone, in Russia, negli Stati Uniti, e in Italia, nel gruppo del Monviso. La nefrite è più diffusa, i giacimenti più antichi si trovano in Nuova Zelanda, dove l’Isola del Sud viene chiamata proprio “isola di giada”, ma anche in Colombia, da cui proviene la maggior parte del minerale, Brasile, nord America, Russia e Australia.

 

La lavorazione della giada in gioielleria

La giada può essere lavorata in perle per la realizzazione di collane, bracciali e pendenti, o a cabochon per creare anelli, spille e altri gioielli in metallo prezioso. Inoltre, viene scolpita e intagliata anche in forme particolarmente complesse, quali possono essere sculture, oggetti sacri e oggettistica decorativa. La lavorazione della giada avviene in prevalenza a Taiwan ed Hong Kong, da cui gioielli e manufatti vengono esportati in tutto il mondo. La maw sit sit viene utilizzata soprattutto per la creazione di gemme sfaccettate e cabochon.

 

Leggende e curiosità legate alla giada

giadaL’antichità della pietra ha fatto sì che venisse legata ad antiche tradizioni della cultura e della filosofia cinese. Confucio aveva attribuito alla giada le virtù del coraggio, della saggezza, della purezza, della giustizia e della carità: per questo la pietra è ancora oggi una delle più apprezzate in tutto il paese, dove, secondo la tradizione, utilizzare comunemente oggetti in giada costituisce un rito di purificazione. E’ considerata un simbolo di giustizia e favorisce la tranquillità, la tolleranza, l’onestà e l’equilibrio. Nella sfera emotiva, ha un effetto distensivo e si crede che possa prolungare la vita. Certi delle doti mediche della pietra, i cinesi erano soliti polverizzarla e ingerirla, sciolta in un succo vegetale. Anche l’imperatore azteco Montezuma pare considerasse sacra la giada, ritenendo una fortuna che gli spagnoli la ignorassero, limitandosi ad appropriarsi di gioielli e oggetti in oro e argento.

 

Trattamenti particolari e imitazioni

La giada può essere simulata con pasta di vetro colorato, quarzo, porcellana, ma anche con resine sintetiche e smalti, e in Estremo Oriente è molto diffusa anche la giada sbiancata e successivamente tinta con coloranti artificiali. La giada del Transvaal africana in realtà non è giada ma grossularia, un minerale cristallino di colore verde, al quale non sarebbe consentito assegnare il nome di giada.

 

Pulizia e cura di oggetti e gioielli in giada

E’ consigliabile prestare sempre attenzione a non esporre manufatti e gioielli a fonti di calore né a pulirli utilizzando solventi e detersivi, poiché spesso le giade di provenienza orientale sono tinte artificialmente. La giadeite potrebbe fratturarsi in seguito ad urti o cadute, mentre la nefrite è molto più resistente ed elastica.